lunedì, luglio 16, 2007

Back... in Black? Parte 3

Ok mente, ti tocca lavorare anche se hai sonno.

Continua il resoconto della vacanza in Sardegna, se non mi perdo durante la narrazione con la prossima parte dovrei concludere.

Arrivo al mare



Lasciatoci alle spalle il paese di mia madre, dopo saluti lunghi come l'intera esistenza e numerose promesse di farci rivedere, proseguiamo quindi verso la nostra meta: il mare. Curve e controcurve delle stradine di montagna ci fanno compagnia lungo il paesaggio di una Sardegna montana verdeggiante e fortunatamente non devastata dagli incendi. Contorcendomi nel mio loculo delimitato da sedili, portiera e scatola con le vettovaglie arricchita di un pacco di pane sardo, riesco a scattare una foto al paesaggio.



Dopo circa un'ora di viaggio giungiamo quindi nel territorio di Siniscola, le strade sono cambiate dalla nostra ultima visita e procediamo a velocità ridotta anche per via di alcune lumache motorizzate davanti alla nostra faccia. In lontananza vediamo una pattuglia della stradale e ci gufiamo da soli dicendo: "Adesso ci fermano!".
Infatti, tutte le volte che siamo stati in Sardegna, per qualche arcano motivo ogni pattuglia della zona doveva fermarci (una volta hanno scambiato la nostra targa NO xxxxx per NU xxxxx appartenente ad un pericoloso ricercato). Detto fatto, paletta e stop.
L'accento del poliziotto è tutto fuorché sardo e la parlata romanesca si nota anche da dentro l'auto. Mio padre passa patente e libretto e scende dall'auto ed ecco che...

$agente - (indicando alle sue spalle) Sig. $padreDelGama cos'è quella?

$padreDelGama - Eh? (e poi comprendendo) La linea?

$ agente - Si.

$padreDelGama - (avendo già intuito dove sarebbe finito il discorso) Una linea continua che indica il divieto di sorpasso...

$agente - Allora se lei lo sa perché ha sorpassato poco fa?

$padreDelGama - Scusi?

$agente - Lei ha sorpassato là in fondo.

A questo punto l'intera famiglia esce dall'auto.

$padreDelGama - Ma dove? Avevo TRE auto davanti e dietro di me c'è il deserto.

$agente - Lo so che aveva delle auto davanti e le ho fatte passare.

$padreDelGama - Ed io ho visto voi piazzati da quando ero sul dosso là in fondo, viaggiavo a quaranta all'ora e non conosco la strada.

$agente - Io l'ho vista... Si accomodi in auto prego.

$padreDelGama - Non mi accomodo no, grazie.

Detto questo il prode poliziotto va verso il suo collega intento a redigere il verbale della persona fermata prima di noi.
Nel mentre un'auto proprio davanti a noi sfreccia a velocità smodata in doppio sorpasso.

$padreDelGama - (bofonchiando) E quella non la si vede no?

Il secondo agente a quel punto alza gli occhi dal verbale, lo consegna al tizio che mesto si allontana. In quel momento mi viene la malsana idea di chiamare il padre della mia oscura consorte (poliziotto) per chiedere consiglio sul da farsi in questo caso di "voglio dare una multa ai primi turisti che passano".

$agente2 - Qual'è il problema?

$padreDelGama - Il suo collega qui vuole multarmi per un sorpasso che non ho mai fatto...

$agente2 - Guardi, l'ho vista anche io...

$padreDelGama - Mentre scriveva il verbale dando le spalle alla direzione da cui provenivamo.

$agente2 - Ehm...

$padreDelGama - Sentite, ho la macchina nuova da tre giorni quindi è possibile che mi sia spostato un po' di lato ma da lì a sorpassare ce ne vuole. Vi ho anche visti da quando ero sul dosso là in fondo e l'ho detto anche a loro (indicando noi incazzati come delle api) quindi sarei veramente idiota a commettere un'infrazione proprio davanti a voi come quella macchina che è passata un minuto fa.

$agente - Sono sicuro al 90 anzi, al 99% di quello che ho visto ma vi lascio quel margine di dubbio e mi fido di quello che dite.

$padreDelGama - Vabbè...


Ce ne andiamo mentre la volpe commenta sul fatto di essere stato buono e che noi avremmo fatto meglio ad ammettere di aver sbagliato. Dalla nostra auto partono una serie di maledizioni assortite.

Ed eccoci a destinazione, La Caletta. Ci troviamo con mia zia che ci fa da guida fino alla casa dove lei alloggia e dove si trova anche la padrona della casa che abbiamo affittato. $padrona si rivela una persona squisita, fin da subito attacca a parlare in sardo fitto con mia madre restando profondamente commossa dalla cosa. Mia zia infatti ricorda ancora il sardo ma non lo usa quasi mai per mancanza di abitudine.
Giungiamo alla nostra futura dimora e la simpatica padrona decide di scontarci 50 eurozzi di affitto, nel mentre veniamo gentilmente costretti da mia zia a recarci da lei per pranzo nonostante noi avessimo già organizzato tutto.

La casa è fresca e pare anche comoda, mi toccherà condividere la stanza con mia sorella visto che la terza camera da letto presenta due inconvenienti: a) il letto a castello che c'è al suo interno è troppo piccolo per contenermi e b) è piccina e da a mia sorella un senso di claustrofobia abbastanza inquietante. La terza stanzetta da letto verrà quindi adibita a magazzino merci. Torniamo quindi da mia zia per il pranzo obbligato e: RACCAPRICCIO! La mia cara zia cucina tutto senza sale, questa malsana abitudine è stata presa dall'intera famiglia quando mio cugino ha dovuto fare una dieta qualche tempo fa. Mio cugino ora è a posto, è in vacanza altrove ma l'abitudine è rimasta. Si rende quindi necessaria la mia presenza ai fornelli!
Spignatto al fine di preparare una pasta alla carbonara come si deve fronteggiando la terribile realtà: l'acqua per la pasta non salata e mia zia che non ha la più pallida idea di come si faccia una pasta alla carbonara visto che, a suo dire, le uova vanno messe a crudo sulla pasta e non ci va messo formaggio. Il mio disarmante "Fidati di me e vai a sederti tranquilla" mi dà quasi totale carta bianca poiché, purtroppo, non ho modo di salare l'acqua della pasta.
Morale della favola? La pasta era quasi buona ma si sentiva lo stacco netto tra gli spaghetti non salati ed il condimento ricco composta da uova, formaggio e pancetta (no, niente pepe perché non piaceva a nessuno tranne che a me e mio padre... sigh).

Il pranzo volge al termine e tutti si perdono in chiacchiere, mi assento per una passeggiata e per sentire finalmente Elisa in santa pace. Maledico il vento che rende la comunicazione un fruscio unico e mi costringe a girarmi in pose assurde per meglio prendere la corrente d'aria... manco fossi un windsurf! :P
Dire che siamo vicini al mare è un eufemismo, in quattro minuti sono al porticciolo de La Caletta e mi rendo conto che la casa dove dormirò è ancora più vicina!
Questo è stato quanto ho visto mentre ero al telefono:



L'immagine non rende giustizia all'acqua che, nonostante tutto, risultava trasparente anche dove erano attraccate le piccole barche dei pescatori. Vabbè, tempo di ritornare dal parentado e quindi verso casa...

Comincia l'opera di disfacimento delle valige ed io, vuoi per il bagaglio in quantità inferiore, vuoi perché ho infilato le cose nello zaino in modo da aver già separato le cose, ci metto quarantasette secondi netti per essere pronto... Gli altri no. Inizio a preparare le cose per l'insalata di riso della cena e mi sparo le prime quaranta pagine di Io sono Leggenda (tra l'altro sabato sera al cinema, prima che iniziasse Harry Piotta, ho visto il trailer del film ispirato al libro in questione. Lascio i commenti per un futuro post ma dubito che saranno buoni)..

Ed eccoci quindi alla prima passeggiata sulla spiaggia, a confronto del 98% dei presenti sembriamo delle mozzarelle appena uscite dalla confezione ma abbiamo comunque deciso di limitarci ad una passeggiata vista l'ora. Con somma contrarietà di mia madre opto per il look "brutta gente": jeans tagliati sopra il ginocchio sfilacciati e rigorosamente neri, maglia senza maniche nera, occhiali scuri e scarpe nere... Già che ci sono e visto che il vento rompe un po' le palle sciolgo i capelli lasciando che la brezza crei l'effetto Dark Lord(tm) che pare sia piaciuto ad una coppia di ragazzi gay sdraiati a prendere il sole mano nella mano.

Commenti sul mare?



Direi che non servono.

Gama

1 commento:

Anonimo ha detto...

=°)